Eventi

L’Ecomuseo dei Picentini caso studio del Laboratorio FRAMMET dell’Università di Salerno

Tabella dei contenuti

L’Ecomuseo dei Picentini – Le Terre della Felicità si conferma un modello di riferimento per la valorizzazione del patrimonio culturale e territoriale. Con i suoi 371 chilometri quadrati di estensione e 7 chilometri di costa, è stato infatti scelto dall’Università degli Studi di Salerno come caso studio nell’ambito del Laboratorio FRAMMET, dedicato ai processi di rigenerazione dei territori fragili e alla costruzione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile.

Al centro del laboratorio vi è l’analisi delle fragilità che caratterizzano i territori contemporanei: da un lato le aree interne interessate da spopolamento e perdita di servizi, dall’altro le zone costiere sottoposte a forti pressioni urbanistiche. L’obiettivo è individuare strategie replicabili che sappiano integrare tutela del patrimonio, sostenibilità ambientale, transizione energetica, innovazione e sviluppo socio-economico.

La scelta dell’Ecomuseo dei Picentini nasce dalla capacità dimostrata negli ultimi anni di costruire una rete territoriale fondata sul modello della “quintupla elica”, un sistema collaborativo che mette in relazione istituzioni, comunità locali, imprese, università e ambiente per una gestione partecipata, innovativa e digitale del patrimonio culturale e paesaggistico.

I lavori prenderanno il via martedì 28 aprile, alle ore 9.30, presso l’Auditorium Ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano. La sessione inaugurale sarà aperta dai saluti istituzionali di Roberta D’Amico, assessora alle Politiche Culturali del Comune di Pontecagnano Faiano, e Daniela Sibilio, presidente dell’Ecomuseo dei Picentini.

Seguiranno gli interventi di Michele Buonomo, direttore nazionale di Legambiente; Patrizia Lamberti, responsabile DIEM del progetto FRAMMET per la transizione energetica; Erika Marie Pace, responsabile DISUFF del progetto dedicato ai temi dell’inclusione; Monica Maglio, che approfondirà il tema della rigenerazione territoriale oltre la sostenibilità; Angelo Leo, con una riflessione sull’ecomuseo digitale; e Carla Ferreyra, che presenterà ricerche e prospettive transnazionali per la valorizzazione dei patrimoni fragili.

La seconda parte della mattinata sarà dedicata alla sessione “Territori in Dialogo”, durante la quale saranno illustrati alcuni dei principali interventi di rigenerazione che interessano il territorio: il progetto di riqualificazione dell’ex Tabacchificio Centola nell’ambito di Upselling Tourism, il percorso Musée Éclaté e la rigenerazione urbana di via Verdi, presentati da Adele Basso e Maria Laura Nappi, oltre al progetto dell’Area Santuario di Apollo e del futuro Parco eco-archeologico con orti urbani, illustrato da Michele Buonomo.

Nel pomeriggio il laboratorio si trasferirà a Olevano sul Tusciano, dove i partecipanti saranno accolti presso l’Azienda Agricola – Frantoio Michele Fierro. Dopo il pranzo, i lavori proseguiranno con una sessione dedicata alle esperienze imprenditoriali del territorio. Interverranno il sindaco Michele Ciliberti, Mara Falco Manfredonia, che racconterà il percorso di sostenibilità del Frantoio Fierro e dell’azienda D’Annata insieme ad Anna D’Elia, mentre Martina Caiazzo illustrerà la storia della Centrale Idroelettrica. La giornata si concluderà con una visita guidata all’impianto, accompagnata da un rappresentante di Iren.

Più che un semplice momento di confronto accademico, il Laboratorio FRAMMET rappresenta un’esperienza immersiva che riconosce nei Picentini un laboratorio territoriale di innovazione. Qui la rigenerazione urbana, la tutela del patrimonio culturale, la sostenibilità ambientale e l’innovazione digitale dialogano in un modello di sviluppo partecipato che dimostra come anche territori considerati periferici possano diventare luoghi di sperimentazione avanzata e punti di riferimento per le politiche di valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.

CONDIVIDI ARTICOLO