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Ecomuseo dei Picentini, alla scoperta delle radici della devozione: un progetto con l’Università di Salerno

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Il 17 ottobre al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera” un incontro di ricerca e restituzione. Centrali archeologia, antropologia e tradizioni popolari per raccontare l’identità culturale del territorio

PONTECAGNANO FAIANO – Il patrimonio devozionale dei Picentini è un tassello prezioso dell’identità del territorio, che si riflette nelle celebrazioni religiose, nei pellegrinaggi, nelle processioni, nei canti popolari e nelle tradizioni che ogni comunità custodisce e rinnova nel tempo. Attraverso queste testimonianze è possibile ricostruire il legame profondo tra fede, storia e cultura locale, riscoprendo le radici di un patrimonio materiale e immateriale da documentare e tramandare alle future generazioni. Da questa prospettiva nasce “Il Tempo della Devozione – Percorsi religiosi nella storia dei Picentini”, il progetto di ricerca e restituzione promosso dall’Ecomuseo dei Picentini – Le Terre della Felicità, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DiSPaC) dell’Università degli Studi di Salerno, portato avanti grazie al sostegno della Regione Campania – Direzione Generale Politiche Culturali e Turismo, Settore Promozione e Valorizzazione dei Beni Culturali, che dà ampio respiro alla ricerca sui beni immateriali, ponendo aspetti fondamentali e fondanti della legge sugli Ecomusei della Regione Campania con il lavoro dell’IPIC-Inventario del Patrimonio Immateriale Campano.

L’iniziativa culminerà sabato 17 ottobre 2026, a partire dalle ore 9.30, con l’incontro “Il Tempo della Devozione – Progetto di ricerca e restituzione sul patrimonio devozionale dei Picentini”, presso l’Auditorium del Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”, occasione per condividere i risultati della ricerca e approfondire le molteplici espressioni della devozione nel territorio picentino. La scelta della data assume un significato particolare: il 17 ottobre si celebra infatti la Giornata internazionale del patrimonio culturale immateriale, proclamata dall’UNESCO per richiamare l’attenzione sul valore delle tradizioni viventi e sull’importanza di proteggerle e trasmetterle alle nuove generazioni.

Dalla ricerca scientifica alla memoria delle comunità

Il progetto si propone di indagare, documentare e valorizzare il patrimonio religioso e devozionale dei Picentini attraverso un percorso partecipato, nel quale la ricerca scientifica si intreccia con le testimonianze delle comunità locali. Chiese, cappelle, santuari, edicole votive, percorsi devozionali, feste patronali, pellegrinaggi e processioni costituiscono le tracce di una storia che attraversa i secoli e contribuisce a definire l’identità culturale dei luoghi.

La collaborazione con il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DiSPaC) dell’Università degli Studi di Salerno coinvolge competenze e approcci differenti, dall’archeologia all’antropologia culturale, fino all’etnomusicologia, con l’obiettivo di restituire una lettura articolata delle pratiche religiose e dei loro significati. La ricerca valorizza le testimonianze orali, i racconti, le fotografie, i documenti e i materiali audiovisivi, riconoscendo nelle conoscenze tramandate dagli abitanti una risorsa fondamentale per comprendere il rapporto tra comunità, paesaggio e spiritualità.

Un lavoro che intende anche favorire la costruzione di una rete di percorsi religiosi capace di collegare luoghi di culto, santuari, edicole votive, cammini e celebrazioni tradizionali. La raccolta e la condivisione dei materiali confluiranno sul portale dell’Ecomuseo e nell’archivio digitale del Centro di Documentazione dei Picentini (Ce.D.E.P.), contribuendo alla conservazione e alla fruizione di un patrimonio spesso affidato alla memoria orale.

Restituzione della ricerca: l’Ecomuseo e l’Università raccontano il progetto

A moderare l’incontro sarà Maria Laura Nappi, coordinatrice dell’Ecomuseo dei Picentini – Le Terre della Felicità. La mattinata si aprirà con i saluti istituzionali di Luigina Tomay, per la Direzione regionale Musei nazionali Campania; Anna Onesti, per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino; Serena De Caro, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”; Armando Bisogno, direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno; Roberta D’Amico, assessora alle Politiche culturali del Comune di Pontecagnano Faiano; e di Daniela Sibilio, presidente dell’Ecomuseo dei Picentini APS.

Il programma proseguirà con gli interventi dedicati alle attività dell’Ecomuseo dei Picentini inerenti la costruzione delle mappe di comunità e la digitalizzazione dei percorsi religiosi, in ottica partecipativa. Gennaro Saviello, per il Centro di Documentazione dei Picentini (Ce.D.E.P.), approfondirà il tema “Dalla parte degli Ecomusei. Le nuove prospettive delle ‘Comunità di mappa’”. Seguirà l’intervento di Angelo Leo, progettista dell’Ecomuseo dei Picentini, dal titolo “Digitalizzazione dei Percorsi urbani: accessibilità, valorizzazione e fruizione del territorio”.

La sessione scientifica, affidata ai docenti e ai ricercatori del DiSPaC dell’Università degli Studi di Salerno, entrerà nel merito delle diverse dimensioni del patrimonio sacro e devozionale. Carmine Pellegrino, professore associato di Civiltà dell’Italia preromana ed Etruscologia, presenterà “Dentro e fuori la città. Archeologia del sacro a Pontecagnano”. Angelo Plaitano, etnomusicologo e dottorando di ricerca in Metodi e metodologia della ricerca archeologica e storico-artistica, illustrerà “Luoghi e pratiche della devozione. Rituali e paesaggi sonori dei Picentini”.

Chiara Maria Lambert, professore associato di Archeologia cristiana e medievale, proporrà una riflessione dal titolo “Luce naturale e luce spirituale al solstizio d’estate nella chiesa di Sant’Ambrogio di Montecorvino Rovella”. Le conclusioni saranno affidate a Vincenzo Esposito, professore ordinario di Antropologia culturale e responsabile scientifico del Laboratorio di Antropologia “Annabella Rossi”.

La mattinata si concluderà con la visione di materiali audiovisivi realizzati dal gruppo di ricerca del DiSPaC nell’ambito del progetto.


Un patrimonio vivo, una risorsa per il futuro

“Il Tempo della Devozione” si inserisce nella più ampia attività dell’Ecomuseo dei Picentini volta a riconoscere il valore delle risorse culturali, storiche e identitarie del territorio attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità. Documentare le pratiche devozionali significa preservare testimonianze, saperi e tradizioni, ma anche renderli accessibili e comprensibili alle nuove generazioni.

La costruzione di itinerari culturali e religiosi, collegati al calendario delle celebrazioni e alla storia dei luoghi, aprirà nuove prospettive per una fruizione consapevole del territorio. La devozione diventa così una chiave di lettura del paesaggio e della sua storia, capace di mettere in relazione patrimonio materiale e immateriale, ricerca scientifica e partecipazione, memoria e sviluppo locale.

Informazioni e riferimenti

Evento: “Il Tempo della Devozione – Progetto di ricerca e restituzione sul patrimonio devozionale dei Picentini”
Data: sabato 17 ottobre 2026, ore 9.30
Luogo: Auditorium del Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”.

L’Ecomuseo dei Picentini è riconosciuto dalla Regione Campania con D.D. n. 217/2024, ai sensi della L.R. 13/2023.

Progetto “Il tempo della devozione. Percorsi religiosi nella storia dei Picentini” finanziato dalla Regione Campania – Settore 209.01.00 “Promozione e valorizzazione Beni Culturalicon DD. n. 100 del 21.11.2025 relativo ai contributi a istituzioni sociali private riconosciute come Ecomusei ai sensi della L.R. 23/2023 – Fondo ex L.R. 31 luglio 2025 n. 14. CUP F64H26000010002.

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